Buone feste a tutti!
Ora che ho espresso il mio spirito natalizio alternativamente in ritardo posso anche iniziare a parlare seriamente.
Guardando il calendario, più precisamente sulla pagina del mese di dicembre, non posso fare a meno di riflettere sul significato di due giorni: il ventinovesimo e il trentesimo giorno.
Questi due giorni, a mio parere, non hanno alcuna utilità perché si sa, il grosso dei festeggiamenti è a Natale e Capodanno, e la loro esistenza era ed è tutt'ora ingiustificata, Wikipedia non è d'accordo ma dopo che avrò spiegato il perché della mia convinzione, almeno da un punto di vista oggettivo, acquisterà senso.
Il 29 e il 30 dicembre sono una perdita di tempo, si aspetta tutto l'anno l'arrivo del Natale e il giorno dopo quello di Natale, Santo Stefano per i puntigliosi, si aspetta la notte di Capodanno per spaccarsi e iniziare l'anno nuovo con quell'allegria che hanno solo le persone sbronze, e io penso che questi due giorni vadano aboliti perché non succede niente. Non c'è nessuna ricorrenza e quindi nessuno fa niente non sapendo bene cosa fare per farli passare.
Potrebbe venire da chiedersi per quale motivo me la prenda unicamente con questi due giorni lasciando da parte il 27 e il 28, anch'essi giorni in cui non succede nulla, la spiegazione è semplice, questi due giorni servono alle persone che hanno iniziato a festeggiare la sera del 24 e finito a mezzanotte del 26 per uscire dallo stato di coma indotto da tutto quello che hanno mangiato tra cenoni, pranzi, panettoni di mezzanotte e capponi delle 3 e 17 del mattino.
Tuttavia, dato che il nostro calendario è legato al moto di rivoluzione terrestre e non è possibile né educato mettere fretta al pianeta per finire il giro qualche giorno prima, si è cercato di porre rimedio alla situazione: al 30 dicembre hanno pensato le massaie o coloro che in vista dell'ultimo cenone dell'anno iniziano un giorno prima a preparare il banchetto e a dare il tempo a familiari e amici di queste di prepararsi psicologicamente alla sera del giorno successivo.
Una trovata intelligente e tutt'altro che controproducente.
Al 29 dicembre invece è andata male perché i preparativi del cenone erano già stati assegnati e la gente era uscita dal coma il giorno prima, così quelli che scrivono quegli appunti sui santi, che io definisco sottotitoli, sui giorni dei calendari, hanno pensato di guardare sui libri di storia in cerca di un qualche evento accaduto nello sfortunato giorno e di ricordarlo a tutti; il destino ha voluto che il dardo colpisse il 29 dicembre 1170 e quindi ogni anno questi grandi signori ci ricordano il giorno della morte di Thomas Becket, bel lavoro, ragazzi. Per chi non lo sapesse questo tizio era l'arcivescovo di Canterbury ai tempi di Enrico VIII il quale intanto che riformava la Chiesa inglese lo fece fuori perché era stufo di sentirlo lamentarsi di quanto fosse eretica la sua nuova chiesa anglicana.
È chiaro adesso perché sarebbe il caso di abolire il 29 dicembre, è un giorno inutile in cui sono sempre successe disgrazie di ogni sorta, dal giorno fortunato di Tommy alla nevicata del 1996 che neanche The Day After Tomorrow, tra l'altro non è che Becket abbia molti fan di questi tempi (tra quelli che prendono abitualmente l'insufficienza in storia ad esempio), ma dato che dobbiamo tenercelo fate una cosa, dimenticatevi di Becket e fate gli auguri a DES che in questo giorno compie gli anni.
Ora che ho espresso il mio spirito natalizio alternativamente in ritardo posso anche iniziare a parlare seriamente.
Guardando il calendario, più precisamente sulla pagina del mese di dicembre, non posso fare a meno di riflettere sul significato di due giorni: il ventinovesimo e il trentesimo giorno.
Questi due giorni, a mio parere, non hanno alcuna utilità perché si sa, il grosso dei festeggiamenti è a Natale e Capodanno, e la loro esistenza era ed è tutt'ora ingiustificata, Wikipedia non è d'accordo ma dopo che avrò spiegato il perché della mia convinzione, almeno da un punto di vista oggettivo, acquisterà senso.
Il 29 e il 30 dicembre sono una perdita di tempo, si aspetta tutto l'anno l'arrivo del Natale e il giorno dopo quello di Natale, Santo Stefano per i puntigliosi, si aspetta la notte di Capodanno per spaccarsi e iniziare l'anno nuovo con quell'allegria che hanno solo le persone sbronze, e io penso che questi due giorni vadano aboliti perché non succede niente. Non c'è nessuna ricorrenza e quindi nessuno fa niente non sapendo bene cosa fare per farli passare.
Potrebbe venire da chiedersi per quale motivo me la prenda unicamente con questi due giorni lasciando da parte il 27 e il 28, anch'essi giorni in cui non succede nulla, la spiegazione è semplice, questi due giorni servono alle persone che hanno iniziato a festeggiare la sera del 24 e finito a mezzanotte del 26 per uscire dallo stato di coma indotto da tutto quello che hanno mangiato tra cenoni, pranzi, panettoni di mezzanotte e capponi delle 3 e 17 del mattino.
Tuttavia, dato che il nostro calendario è legato al moto di rivoluzione terrestre e non è possibile né educato mettere fretta al pianeta per finire il giro qualche giorno prima, si è cercato di porre rimedio alla situazione: al 30 dicembre hanno pensato le massaie o coloro che in vista dell'ultimo cenone dell'anno iniziano un giorno prima a preparare il banchetto e a dare il tempo a familiari e amici di queste di prepararsi psicologicamente alla sera del giorno successivo.
Una trovata intelligente e tutt'altro che controproducente.
Al 29 dicembre invece è andata male perché i preparativi del cenone erano già stati assegnati e la gente era uscita dal coma il giorno prima, così quelli che scrivono quegli appunti sui santi, che io definisco sottotitoli, sui giorni dei calendari, hanno pensato di guardare sui libri di storia in cerca di un qualche evento accaduto nello sfortunato giorno e di ricordarlo a tutti; il destino ha voluto che il dardo colpisse il 29 dicembre 1170 e quindi ogni anno questi grandi signori ci ricordano il giorno della morte di Thomas Becket, bel lavoro, ragazzi. Per chi non lo sapesse questo tizio era l'arcivescovo di Canterbury ai tempi di Enrico VIII il quale intanto che riformava la Chiesa inglese lo fece fuori perché era stufo di sentirlo lamentarsi di quanto fosse eretica la sua nuova chiesa anglicana.
È chiaro adesso perché sarebbe il caso di abolire il 29 dicembre, è un giorno inutile in cui sono sempre successe disgrazie di ogni sorta, dal giorno fortunato di Tommy alla nevicata del 1996 che neanche The Day After Tomorrow, tra l'altro non è che Becket abbia molti fan di questi tempi (tra quelli che prendono abitualmente l'insufficienza in storia ad esempio), ma dato che dobbiamo tenercelo fate una cosa, dimenticatevi di Becket e fate gli auguri a DES che in questo giorno compie gli anni.
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