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Progetto Generazione Web - La parola agli studenti

È giunto il momento di tirare le somme e decidere se gli ultimi tre anni mi hanno lasciato qualcosa.

Intanto, Generazione Web è una sperimentazione che la regione Lombardia ha avviato tre anni fa con cui i tablet sono entrati nelle scuole e nelle cartelle di molti studenti delle superiori.
Per un fortuito caso (in altre parole, perché sì) anch'io mi sono ritrovata coinvolta nel progetto e nonostante la mia abitudine a tenere per me le mie considerazioni, cosa che non mi ha assolutamente spinto ad aprire un blog, sono qui a parlarne.
Il progetto in termini pratici è consistito nell'utilizzo (circa) di libri digitali, l'uso di applicazioni varie e in generale l'abolizione del cartaceo avvenuto in contemporanea con l'oculata decisione di introdurre nelle solide e recenti scuole delle lavagne elettroniche e, più in generale, di computer risalenti all'attuale era geologica.
Anche in questo caso ci sta bene un bel CIRCA.

In ogni caso, il progetto mi ha accompagnato per tutto il triennio facendomi tante promesse ma creandomi anche non pochi problemi.

Ecco quindi i pro e i contro di questo progetto.

PRO

-I libri digitali costano meno.
-I tablet con le loro applicazioni possono rendere la vita più facile sia agli studenti che ai professori. 
-I tablet offrono l'accesso a Internet e a tutte le informazioni che contiene, 
-Il tablet è molto più comodo da portare in giro.

CONTRO
-A conti fatti i prezzi dei libri erano gli stessi del cartaceo.
-Le applicazioni gratuite, soprattutto quando si parla dei device della mela morsicata, non sono complete o non funzionano per cui spesso si è perso del tempo per dibattere sull'argomento.
-Abbiamo aspettato per mesi che la rete iniziasse a funzionare, i professori attendono ancora.
-I libri sono pressoché inutili perché semplici scan del libro cartaceo, le applicazioni utilizzate per leggerli sono buggate e malfunzionanti ancora dopo tre anni di aggiornamenti.
-I libri disponibili sono pochissimi e mai resi disponibili in tempo per l'inizio dell'anno.

Una scena ricorrente è stata.
Luglio:
-Dobbiamo comprare i libri nuovi?
-No.
-Ma come?
-Il sito della scuola dice di aspettare settembre perché ci sapranno dire i professori

Settembre:
-Avete comprato i libri, ragazzi?
-No, prof, il sito diceva di chiedere a voi professori che libri comprare.
-A noi?
-Eh, sì.

Per tre anni.
E per il libro di inglese in terza abbiamo aspettato fino a maggio.

Infine, parliamo dell'analfabetismo digitale.
Di fatto il progetto si sarebbe dovuto chiamare "Questo macinino non funziona!" per non dire altro. Dopo tre anni di iPad in frantumi, velocità di risposta ai comandi da prognosi riservata dovuti al sovraccarico del sistema e insulti insensati posso dire che la generazione web non esiste.
Passi che iOS non è il sistema operativo più libero e spesso può dare problemi ai meno esperti ma sinceramente alla luce di certi casi umani il livello di abilità al computer generale è ancora pari a saper accendere e spegnere il computer e giocare al solitario, già navigare in rete è troppo impegnativo.
E ovviamente questa ignoranza voluta (in tre anni è possibile imparare a usare une tablet) ha reso il tablet il capro espiatorio della situazione per ogni occasione.

-Figlio, fai schifo a scuola.
-È colpa del tablet, non riesco a studiare. Oh, no! Mi stanno attaccando il villaggio!

-Figlio, fai schifo a scuola, anche coi libri cartacei.
-È l'iPad che mi gufa durante le interrogazioni. È iniziata la guerra.

A questo punto sembra ovvio il mio parere. Personalmente ho trovato il progetto ambizioso, fingendo di ignorare la situazione generale delle scuole e preso atto della situazione appena spiegata. L'uso massiccio dei dispositivi elettronici è un concetto ancora molto sensibile allo scetticismo generale ma ci sono dei vantaggi per quanto riguarda la comodità d'utilizzo. Il tablet da solo però non è sufficiente. L'utilizzo del PC è ancora fondamentale e per alcune materie è certamente meglio ricorrere ancora ai mezzi tradizionali.
Dal mio punto di vista, partecipare al progetto e quindi disporre di un tablet, che in 3 anni ho avuto modo di utilizzare a pieno (tranne Photoboot, quello non serve a niente), è stato davvero utile perché non solo ho avuto a disposizione uno schermo più grande con cui navigare in rete comodamente seduta in ogni angolo della mia casa e anche fuori casa, ho avuto a disposizione un quaderno indistruttibile di cui non ho perso una sola pagina, che per una persona disordinata come me è un miracolo, e soprattutto non ho dovuto trascinare in giro mattoni di 500 pagine l'uno tutti i giorni, grazie a cui ho avuto modo di conservare lo stesso zaino per 5 anni.
Tuttavia, il tablet mi ha solo evitato la fatica di cercare delle vie alternative, io come chiunque altro ne avrei potuto fare a meno.

In conclusione, il progetto non è da abbandonare, va sicuramente rivisto e in particolare devono essere progettati meglio tutti gli aspetti legati ai libri perché se da una parte la gente non ha la voglia nella vita di studiare, chi è disposto a fare il suo dovere avrebbe apprezzato parecchio non doversi preoccupare ogni volta del fattore imbarazzo tecnologico.

Il prossimo post sarà una recensione su una serie notevole ed enigmatica.

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