Passa ai contenuti principali

Switch on your brain

Per favore

È il momento di parlare di due avvenimenti della settimana appena trascorsa.
Proseguono le indagini sull'attacco alla redazione di Charlie Hebdo, prosegue la solita corsa all'ascolto da parte dei mass media, le polemiche, l'allarmismo ingiustificato e lo sciacallaggio.

Ciò di cui voglio parlare.

L'attacco terrorista a Parigi ha provocato sconforto, indignazione, rabbia in tutto il mondo. Tutti ovunque hanno espresso il loro rammarico e il loro supporto alle famiglie dei fumettisti uccisi. Dai giornali ai social se ne è parlato ma di certo non nel modo giusto.
#jesuischarlie è l'hashtag con cui si sono taggati tutti i post in giro per la rete, con i quali la gente si è fatta paladina della libertà di espressione. Per quanto possa essere un messaggio di solidarietà, non è stato una buona scelta perché la gente di Charlie Hebdo fa satira particolarmente forte e in particolare va a colpire le religioni, loro sono liberi di prendere in giro ciò che vogliono finché la gente gli compra il giornale, noi no.

Di certo uccidere è troppo per una presa in giro ma sono davvero poche le persone che davvero sono in grado di accettare un simile livello di scherno quando il suddetto viene rivolto verso le proprie idee. Pochissimi cristiani avrebbero riso se quel giornale avesse preso di mira Gesù, pochi atei avrebbero riso se in copertina ci fossero stati degli atei impegnati in una messa nera.
Per questo è corretto dire "Non siete per un cazzo Charlie".

Perciò, almeno quando succedono cose brutte come queste, pensate prima di scrivere pagine e pagine di stati su Facebook per mostrarvi attivisti in cambio di qualche like.

Continuando a parlare di abuso da parte dei media, il Corriere della Sera ha pubblicato un libro in cui sono contenute le vignette di molti fumettisti italiani, che negli ultimi giorni hanno pubblicato sui social il loro sostegno come sanno fare meglio, il cui ricavato andrà alle famiglie delle vittime.
Un nobile gesto rovinato dal modo in cui ciò è stato fatto perché il contenuto del libro è stato preso senza il permesso degli autori. La giustificazione: ciò che è su Facebook è di tutti.

Non è vero. È assolutamente sbagliato pensare che su Internet non esista il copyright. Si ha la prova soprattutto sui social ad iniziare da Youtube.

Una volta scoperto l'inganno, gli autori hanno chiesto in massa delle spiegazioni e delle scuse da parte del Corriere che non ha tardato a rispondere. A rispondere, non a spiegare.
Perché la loro giustificazione è stata che non avevano tempo per chiedere -perché le vendite non sarebbero state le stesse una volta scemata la notizia, non è l'olocausto per vendere a distanza di anni.
È sempre bello poter guardare con rispetto a un così antico mezzo di comunicazione.

Cambiando argomento, e avvicinandoci di più al fine del titolo, questa settimana è successo che è andata a fuoco l'auto di Francesco Sole.

E chi se ne frega?

Praticamente tutti visto che il fatto è stato sfruttato per offendere.
Ebbene sì, uno sfortunato incidente, come definito dai vigili del fuoco, è stato utilizzato per attaccare youtuber e blogger. Il motivo per cui prendersela è che tutti quanti sono stati attaccati indistintamente, in maniera infantile, per un motivo che probabilmente neanche sussiste.
Perché non è stato accertato che sia stato un incendio doloso, anzi, si è ipotizzato che la causa sia stata l'auto vicina, di un calciatore del Sassuolo credo, che ha avuto un malfunzionamento e ha coinvolto le due auto vicine. Nonostante ciò, il signor F. ha accusato youtuber e blogger che hanno parlato di #selvaggianonmentire di diffondere l'odio e mandare la gente contro i loro nemici.
Gli stessi youtubbers e bloggers che hanno espresso la loro solidarietà a Sole quando si è saputo.
E anche se fosse stato un incendio doloso, quale youtuber ha pubblicamente chiesto di andare a dare fuoco alle auto?
Se già le accuse mosse sono gravi, considerare la critica alle nuove generazioni, che di certo almeno un po' se lo sono meritato, la forma è ciò che davvero va condannata cioè la generalizzazione che ogni volta mette in cattiva luce tutti coloro che si comportano correttamente.
E considerate una cosa, i giovani sono messi male non è che c'entrano un po' gli adulti?

Ma sì, in verità l'auto che è esplosa è un hater di Sole.

Quindi perché "Switch on your brain"?
Perché è giunto il momento di riaccendere il cervello quando la gente parla e di riprendere a ragionare con la propria testa. È il momento di smettere di farsi trascinare dalla massa e di non farsi usare dagli altri. È il momento di riaccendere il cervello quando bisogna scegliere in cosa credere.

E, signor Sole, per quanto possa non apprezzare ciò che fai perché non rientra nei miei gusti, continua a fare ciò che fai, ma anche pensa con la tua testa e considera se vale la pena continuare a farti consigliare da gente che si comporta in quel modo.

Commenti

Post popolari in questo blog

Due parole sui videogiochi

Uno dei vantaggi del poterti comprare i videogiochi autonomamente è la possibilità di evitarti quell'imbarazzante conversazione tra te e il tuo finanziatore che, guardando la copertina e il retro della confezione del gioco che gli stai con moderazione chiedendo di comprarti, ti richiede in poche parole di spiegargli di che si tratta e se la trama ha risvolti filosofici, una conversazione che è possibile evitare solo se stai acquistando un titolo Nintendo perché la copertina è sempre tutta colorata e allegrotta e se poi pianti Mario in copertina riesci persino a coprire il fatto che Super Smash Bros è in breve "i personaggi di  Nintendo più alcuni altri che se menano". Per questo motivo, e per questioni di hardware nonché di impossibilità di acquistarne tanti, ho sempre tralasciato quella categoria di giochi sopra le righe, satirici e violenti e tanto per farla breve, di tutti quei giochi che ti fanno divertire più di un GTA (che per forza di cose a sua volta fa parte de...

Progetto Generazione Web - La parola agli studenti

È giunto il momento di tirare le somme e decidere se gli ultimi tre anni mi hanno lasciato qualcosa. Intanto, Generazione Web è una sperimentazione che la regione Lombardia ha avviato tre anni fa con cui i tablet sono entrati nelle scuole e nelle cartelle di molti studenti delle superiori. Per un fortuito caso (in altre parole, perché sì) anch'io mi sono ritrovata coinvolta nel progetto e nonostante la mia abitudine a tenere per me le mie considerazioni, cosa che non mi ha assolutamente spinto ad aprire un blog, sono qui a parlarne. Il progetto in termini pratici è consistito nell'utilizzo (circa) di libri digitali, l'uso di applicazioni varie e in generale l'abolizione del cartaceo avvenuto in contemporanea con l'oculata decisione di introdurre nelle solide e recenti scuole delle lavagne elettroniche e, più in generale, di computer risalenti all'attuale era geologica. Anche in questo caso ci sta bene un bel CIRCA. In ogni caso, il progetto mi ha accompagnato pe...

Le bellezze dell'internet - Why so salty?

È davvero bello quando cerco di trovare delle buone idee per tenere vivo questo luogo digitale su cui scrivo e due giorni dopo accade di tutto così che se mi seguisse più gente potrei venire accusata di sfruttare le disgrazie altrui per fare visualizzazioni. Vorrei far notare il fatto che scrivo su un blog e non su un giornale, lo scopo di questa rubrica è di parlare di fatti che accadono quotidianamente sull'Internet e certamente, se non fossero successe cose nel frattempo, avrei fatto un discorso più generale di un qualsiasi giornale che dovendo vendere fa di tutto per attirare l'attenzione (chiaramente non faccio nomi perché non ci tengo ad avere a che fare con questi "professionisti" per di più se offesi). Fortunatamente la mancanza di tempo mi ha fatto posticipare abbastanza da ritornare coerente secondo l'Internet. Si doveva parlare di sale quindi. No, non la canzone dei Negrita, piuttosto di cosa significa su internet essere delle "salty people" o...