Una tizia vestita da undicesimo Dottore che domanda disperata un autografo.
Non la noterà nessuno.
Il ritardo di quattro mesi di un post.
Non lo noterà nessuno.
Parma, 11 gennaio. RAT-CON 2014
Semplicemente epico.
*L'argomento è interessante cosa ti ha fatto aspettare tutto questo tempo?*
Rido. Perché davvero è una domanda stupida.
Sono stati quattro mesi di totale delirio.
Adesso che mi sono spiegata proseguo.
Finalmente uscita dalla nube di fumi in cui mi sono trattenuta per cercare un modo per farmi piacere Thor 2 senza puntare tutto su Loki, mi capita in mano il numero 101 di Rat-Man, che viene dopo il numero 100 e sfogliandolo inizio a ricordarmi di quel lontano 11 gennaio.
Non è facile trovare le parole adatte per descrivere gli avvenimenti, le emozioni e le sensazioni provate quel giorno in compagnia di mio fratello e di tutti gli altri Ratmani presenti all'evento, probabilmente l'unico modo per poter comprenderle è aver partecipato.
Da un punto di vista più pratico, per me, il Ratcon è stato la possibilità di visitare Parma, davvero una gran bella città, e di poter incontrare il Venerabile.
INCONTRARE. Proprio come ci si aspetta di fare la prima volta che si va al Lucca Comics and Quello che volete con lo zainetto pieno di roba inutile e tante speranze di poter incontrare i propri idoli autori dei fumetti che ci piacciono tanto.
Ma è risaputo che il Lucca Comics è come il trucco del "guarda là" tipo che tu passi davanti allo stand coi modellini di Goldrake, ti dicono di guardare di là e ti ritrovi all'autogrill dove, durante il viaggio di andata, ti eri fermato a fare colazione insieme a Deadpool e a due tizi vestiti da carabinieri, tanto bravi che sembravano quasi veri.
Perché io ero una di quelli che si facevano largo tra la folla per raggiungere gli stand per farsi autografare l'albo del Comics and Science ma che ha rinunciato vedendo che la fila finiva in mezzo al casello dell'autostrada.
È stato quindi una specie di sogno quando finalmente al Ratcon Leo mi ha autografato l'albo numero 100, per mio fratello anche di più, visto che per anni lo ha rincorso per le fiere.
A essere sincera, avrei voluto l'autografo anche dal sovrintendente Plazzus.
È stata una grande esperienza che meritava di essere conclusa con stile e fu così che quando, io e mio fratello, coi nostri numeri 100 autografati e una foto col Venerabile, un bambino photobomber spiritato e un Andrea Plazzi sorridente sullo sfondo, quando ormai fuori era buio, raccogliemmo i nostri scudi e le nostre lance e uscimmo diretti verso la stazione dei treni e fu in quel momento che ci accorgemmo di non avere la più pallida idea di dove fosse per cui fu necessario fermare un tizio, che scoprimmo rispondeva al nome di Larry, tanto gentile e cordiale, e gli chiedemmo da che parte voltarci per andare in stazione.
Larry probabilmente è l'unico al mondo a cui hanno stretto la mano per aver indicato da che parte è la stazione di Parma.
O forse no, non si sa mai coi Venerabili.
Questo, in breve, è stato per me il Ratcon, un evento fantastico per una che ha conosciuto Ratman da bambina, quando ancora c'erano le testoline sul retro delle copertine, e reso ancora migliore grazie a mio fratello, che mi mostrava quegli albi e si divertiva a guardarmi ridere di quello strano topo giallo.
Una storia dal titolo "Piccoli Ratmani crescono".
Adesso vado ad accarezzare un lettore di Saguaro.
Non la noterà nessuno.
Il ritardo di quattro mesi di un post.
Non lo noterà nessuno.
Parma, 11 gennaio. RAT-CON 2014
Semplicemente epico.
*L'argomento è interessante cosa ti ha fatto aspettare tutto questo tempo?*
Rido. Perché davvero è una domanda stupida.
Sono stati quattro mesi di totale delirio.
Adesso che mi sono spiegata proseguo.
Finalmente uscita dalla nube di fumi in cui mi sono trattenuta per cercare un modo per farmi piacere Thor 2 senza puntare tutto su Loki, mi capita in mano il numero 101 di Rat-Man, che viene dopo il numero 100 e sfogliandolo inizio a ricordarmi di quel lontano 11 gennaio.
Non è facile trovare le parole adatte per descrivere gli avvenimenti, le emozioni e le sensazioni provate quel giorno in compagnia di mio fratello e di tutti gli altri Ratmani presenti all'evento, probabilmente l'unico modo per poter comprenderle è aver partecipato.
Da un punto di vista più pratico, per me, il Ratcon è stato la possibilità di visitare Parma, davvero una gran bella città, e di poter incontrare il Venerabile.
INCONTRARE. Proprio come ci si aspetta di fare la prima volta che si va al Lucca Comics and Quello che volete con lo zainetto pieno di roba inutile e tante speranze di poter incontrare i propri idoli autori dei fumetti che ci piacciono tanto.
Ma è risaputo che il Lucca Comics è come il trucco del "guarda là" tipo che tu passi davanti allo stand coi modellini di Goldrake, ti dicono di guardare di là e ti ritrovi all'autogrill dove, durante il viaggio di andata, ti eri fermato a fare colazione insieme a Deadpool e a due tizi vestiti da carabinieri, tanto bravi che sembravano quasi veri.
Perché io ero una di quelli che si facevano largo tra la folla per raggiungere gli stand per farsi autografare l'albo del Comics and Science ma che ha rinunciato vedendo che la fila finiva in mezzo al casello dell'autostrada.
È stato quindi una specie di sogno quando finalmente al Ratcon Leo mi ha autografato l'albo numero 100, per mio fratello anche di più, visto che per anni lo ha rincorso per le fiere.
A essere sincera, avrei voluto l'autografo anche dal sovrintendente Plazzus.
È stata una grande esperienza che meritava di essere conclusa con stile e fu così che quando, io e mio fratello, coi nostri numeri 100 autografati e una foto col Venerabile, un bambino photobomber spiritato e un Andrea Plazzi sorridente sullo sfondo, quando ormai fuori era buio, raccogliemmo i nostri scudi e le nostre lance e uscimmo diretti verso la stazione dei treni e fu in quel momento che ci accorgemmo di non avere la più pallida idea di dove fosse per cui fu necessario fermare un tizio, che scoprimmo rispondeva al nome di Larry, tanto gentile e cordiale, e gli chiedemmo da che parte voltarci per andare in stazione.
Larry probabilmente è l'unico al mondo a cui hanno stretto la mano per aver indicato da che parte è la stazione di Parma.
O forse no, non si sa mai coi Venerabili.
Questo, in breve, è stato per me il Ratcon, un evento fantastico per una che ha conosciuto Ratman da bambina, quando ancora c'erano le testoline sul retro delle copertine, e reso ancora migliore grazie a mio fratello, che mi mostrava quegli albi e si divertiva a guardarmi ridere di quello strano topo giallo.
Una storia dal titolo "Piccoli Ratmani crescono".
Adesso vado ad accarezzare un lettore di Saguaro.
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